Aggiornato al 30 ottobre 2026
Contributi a fondo perduto 2026: cosa sono e come trovarli

I contributi a fondo perduto sono somme pubbliche che un'impresa, un professionista o chi avvia una nuova attività riceve per realizzare un progetto e che non deve restituire, se rispetta le regole del bando. Nel 2026 li concedono lo Stato attraverso i ministeri e Invitalia, le Regioni con i fondi europei e le Camere di commercio. Prima di cercarli conviene saperli distinguere dai prestiti agevolati e dai crediti d'imposta, perché molti bandi mescolano le tre forme.
- Chi
- imprese, professionisti e aspiranti imprenditori, secondo i requisiti di ogni bando
- Aiuto
- somma non restituibile su una parte delle spese ammesse
- Enti
- Unione europea, Stato, Regioni, Camere di commercio
- Regime
- de minimis (300.000 euro in tre anni) oppure regolamento europeo di esenzione
- Dove cercarli
- incentivi.gov.it, portali regionali e siti camerali
Cosa sono i contributi a fondo perduto
Un contributo a fondo perduto è una somma che un ente pubblico versa a un'impresa, a un professionista o a chi sta per avviare un'attività, e che non va restituita se il progetto viene realizzato come previsto dal bando. Di solito copre una percentuale delle spese ammesse, per esempio il 35, il 65 o il 75 per cento, mentre la parte restante resta a carico dell'impresa, che la paga con mezzi propri o con un prestito.
L'espressione "fondo perduto" guarda le cose dal lato dell'ente che paga: per lo Stato o per la Regione quella somma esce e non rientra. Per chi la riceve, invece, il contributo arriva insieme a obblighi precisi. Bisogna sostenere le spese indicate nel progetto, pagarle in modo tracciabile, rendicontarle con fatture e quietanze e, spesso, mantenere i beni e la sede per alcuni anni. Se questi impegni non vengono rispettati, l'ente può revocare il contributo e chiederne la restituzione con gli interessi.
Fondo perduto, finanziamento agevolato e credito d'imposta
Molti bandi mettono insieme strumenti diversi, e prima di fare i conti bisogna capire quale parte dell'aiuto si restituisce e quale no.
Il finanziamento agevolato è un prestito a tasso zero o a tasso ridotto, che va restituito a rate. Il vantaggio sta nel risparmio sugli interessi e nella durata lunga del rimborso. ON, la misura di Invitalia per le imprese di giovani e donne, dal 1° luglio 2026 concede soltanto il finanziamento a tasso zero, perché le risorse per la quota a fondo perduto si sono esaurite.
Il credito d'imposta è uno sconto sulle imposte, che l'impresa utilizza in compensazione nel modello F24 per pagare meno tasse e contributi, senza ricevere somme sul conto corrente. Funziona così il credito per gli investimenti nella ZES unica del Mezzogiorno, che la legge di bilancio 2026 ha esteso agli anni dal 2026 al 2028.
Spesso le misure combinano le tre forme. Il fondo FEERI della Regione Calabria, di cui abbiamo parlato nell'articolo su FEERI Calabria, unisce un finanziamento all'1 per cento a un contributo in conto capitale che per le microimprese arriva al 35 per cento dell'investimento.
Chi concede i finanziamenti a fondo perduto
Le risorse arrivano da quattro livelli, e ognuno ha i suoi canali.
L'Unione europea finanzia soprattutto attraverso i programmi dei fondi strutturali, come il FESR e il FSE+. Il denaro è europeo, mentre il bando lo scrivono e lo gestiscono la Regione o il Ministero competente. Esistono anche programmi gestiti direttamente dalla Commissione europea, che sono molto competitivi e adatti soprattutto a progetti di ricerca e innovazione di una certa dimensione.
Lo Stato interviene tramite i ministeri, in particolare il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero del Lavoro, e tramite soggetti gestori come Invitalia. Sono statali, per esempio, Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord, aperti dal 15 ottobre 2025 per gli under 35 senza lavoro che vogliono mettersi in proprio, con un contributo che al Sud arriva al 75 per cento dei programmi di investimento fino a 120.000 euro.
Le Regioni pubblicano bandi finanziati con i programmi europei e con il Fondo sviluppo e coesione, spesso attraverso le loro società finanziarie, come Fincalabra in Calabria.
Le Camere di commercio, infine, pubblicano ogni anno bandi più piccoli, con voucher per la digitalizzazione, la sostenibilità o la partecipazione alle fiere. Gli importi sono contenuti, le procedure semplici e i tempi brevi.
Come trovare i contributi a fondo perduto aperti
Il portale ufficiale del governo è incentivi.gov.it, gestito dal Ministero delle Imprese, che raccoglie in schede le misure nazionali e quelle di altre amministrazioni, con destinatari, spese ammesse e date di apertura e chiusura. Per le misure regionali bisogna controllare anche i siti delle Regioni e delle loro finanziarie, perché i singoli avvisi escono prima lì.
Per non dover consultare dieci siti ogni settimana, nel nostro elenco dei bandi aggiornato trovate le misure aperte con la scadenza e il link al testo ufficiale, e su bandiafondoperduto.it le stesse misure ordinate per settore. Chi preferisce ricevere le novità per email può iscriversi al radar settimanale dei bandi, che segnala ogni settimana le aperture e le scadenze vicine.
Molti bandi funzionano a sportello: le domande vengono esaminate in ordine di arrivo fino a esaurimento delle risorse. In questi casi le risorse possono finire in poche settimane, e chi ha già pronti progetto e documenti il giorno dell'apertura parte in vantaggio rispetto a chi li prepara dopo.
Il regime de minimis in breve
Gran parte dei contributi alle imprese viene concessa in regime de minimis, cioè come aiuti di piccolo importo che l'Unione europea consente senza autorizzazione preventiva. Dal 1° gennaio 2024, con il Regolamento UE 2023/2831, il tetto è di 300.000 euro per impresa nell'arco di tre anni mobili, e chi ne ha già usato una parte con altri aiuti può ricevere solo la differenza.
Gli errori più comuni
L'errore che costa di più è sostenere le spese prima di presentare la domanda. Per la maggior parte delle misure le regole europee sugli aiuti di Stato chiedono che la domanda scritta arrivi prima dell'avvio dei lavori, e anche un ordine firmato o un acconto versato al fornitore possono valere come avvio. Esistono eccezioni, per esempio per alcuni crediti d'imposta automatici, ma vanno verificate sul testo di ogni singola misura.
Gli altri errori ricorrenti sono questi:
- pagare in contanti o con modalità non tracciabili, che di solito rendono la spesa non ammissibile;
- presentare la domanda con il DURC irregolare o con debiti fiscali non sistemati;
- non controllare quanto spazio resta nel tetto de minimis;
- dimenticare che il contributo copre solo una parte della spesa e che l'IVA, salvo casi particolari, resta a carico dell'impresa;
- sottovalutare la rendicontazione, che spesso richiede fatture con una dicitura specifica, un conto dedicato e documentazione fotografica;
- cambiare sede, beni o attività prima della fine del periodo di mantenimento.
Il contributo, inoltre, arriva quasi sempre dopo la spesa o per stati di avanzamento. L'impresa deve quindi avere la liquidità per anticipare i pagamenti, oppure chiedere l'anticipo nei bandi che lo prevedono, di solito presentando una fideiussione.
Quale contributo fa per voi
Il modo più rapido per orientarsi è partire dal proprio progetto: settore, territorio, età dei soci, importo dell'investimento e tempi. Con il test "quale contributo fa per te" rispondete a poche domande e ottenete l'elenco delle misure da approfondire. Se l'investimento riguarda macchinari e impianti, sul sito dedicato a Nuova Sabatini, iperammortamento e credito ZES trovate un calcolatore che stima l'agevolazione.
Se avete un progetto e volete capire quale contributo a fondo perduto si adatta alla vostra impresa, potete prenotare una telefonata gratuita di 15 minuti con lo Studio Curcio Terremoto: guardiamo insieme requisiti, spese e tempi prima che facciate qualsiasi acquisto.
Fonti
- Invitalia, Resto al Sud 2.0
- Invitalia, Autoimpiego Centro-Nord
- Calabria Europa, FEERI Fondo Efficienza Energetica e Rinnovabili per le Imprese
- Edotto, Nuove imprese a tasso zero: dal Mimit altri 59 milioni (13 ottobre 2026)
- Euroconference News, ZES Unica 2026-2028 (25 settembre 2026)
- Mediocredito Centrale, Circolare n. 2/2024 sul nuovo de minimis
- Regolamento (UE) 651/2014, articolo 6, effetto di incentivazione
- Studio Cataldi, Portale incentivi.gov.it: come funziona
Foto: Werkstatt eines Schiffszimmerers im Altonaer Museum IMG 5128 edit.jpg, di Christoph Braun, licenza CC0.