bandiafondoperduto.it

Aggiornato al 30 ottobre 2026

Credito d'imposta ZES unica 2026: chi può usarlo e come

Fresatrice a controllo numerico

Il credito d'imposta ZES unica spetta alle imprese che investono almeno 200.000 euro in beni strumentali nuovi, terreni e immobili destinati a strutture produttive nel Mezzogiorno e nelle zone assistite di Abruzzo, Marche e Umbria. La legge di bilancio 2026 lo ha prorogato fino al 2028: per gli investimenti del 2026 la comunicazione andava inviata entro il 1° giugno 2026, e chi l'ha inviata deve completare gli investimenti entro il 31 dicembre e trasmettere l'integrativa dal 3 al 17 gennaio 2027.

Chi
imprese di ogni forma giuridica con una struttura produttiva nella ZES unica
Aiuto
credito d'imposta fino al 60% per le piccole imprese in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, ridotto in base alla percentuale di riparto
Investimento minimo
200.000 euro per progetto
Scadenze
investimenti entro il 31 dicembre 2026, integrativa dal 3 al 17 gennaio 2027
Ente
Agenzia delle Entrate
Norma
art. 16 DL 124/2023, legge 199/2025 commi 438-443

Cos'è il credito d'imposta ZES unica e cosa ha cambiato la legge di bilancio 2026

Il credito d'imposta per gli investimenti nella Zona economica speciale unica è previsto dall'articolo 16 del decreto legge 124/2023 ed è nato per gli investimenti del 2024. La legge di bilancio 2026, cioè la legge 30 dicembre 2025 n. 199, ai commi da 438 a 443 lo ha prorogato per gli investimenti del 2026, del 2027 e del 2028, con un tetto di spesa di 2,3 miliardi di euro per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028.

Rispetto agli anni precedenti cambiano due regole. Gli investimenti valgono per tutto l'anno solare, dal 1° gennaio al 31 dicembre, senza la vecchia esclusione delle spese fatte dopo il 15 novembre. Il decreto legge 171/2025 ha poi esteso la ZES unica alle zone assistite di Marche e Umbria. Le regole operative sono contenute nel provvedimento dell'Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2026, che ha approvato i modelli di comunicazione e le istruzioni.

Chi può usare il credito d'imposta ZES

Il credito spetta alle imprese di qualsiasi forma giuridica e regime contabile, già attive o di nuovo insediamento, che acquistano beni destinati a una struttura produttiva situata nelle zone ammesse. Serve una struttura produttiva vera nel territorio, perché una sede legale al Sud senza attività sul posto non dà diritto al credito. Sono escluse le imprese in liquidazione o in difficoltà secondo le regole europee e alcuni settori, tra cui siderurgia, carbone, trasporti (salvo magazzinaggio e servizi di supporto), energia, banda larga, finanza e assicurazioni.

Le imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura hanno un credito separato, la ZES agricola, con regole e date proprie: per il 2026 gli investimenti agevolati sono quelli fatti fino al 15 novembre e la comunicazione integrativa va inviata dal 20 novembre al 2 dicembre 2026.

Dove: le regioni della ZES unica

Rientrano Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, insieme alle zone assistite di Abruzzo, Marche e Umbria individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. Per queste ultime tre regioni conta il comune in cui si trova la struttura produttiva, quindi va verificato prima di programmare l'acquisto.

Quali investimenti sono agevolati

Il progetto deve costare almeno 200.000 euro e la base del credito non può superare i 100 milioni di euro. Sono agevolati macchinari, impianti e attrezzature nuovi, anche presi in leasing, e l'acquisto di terreni e immobili strumentali, che però non possono superare il 50% del valore agevolato del progetto. Conta la spesa sostenuta tra il 1° gennaio e il 31 dicembre dell'anno di riferimento, secondo le regole dell'articolo 109 del TUIR.

Quanto vale il credito ZES: intensità massima e percentuale effettiva

Il credito si calcola applicando al costo dei beni l'intensità prevista dalla Carta degli aiuti regionali, che cambia in base alla regione e alla dimensione dell'impresa:

Alcuni territori della Puglia e della Sardegna legati al Fondo per una transizione giusta hanno intensità più alte di dieci punti.

Queste percentuali sono però il massimo teorico. Le richieste delle imprese superano di solito le risorse, e per questo l'Agenzia delle Entrate applica una percentuale di riparto, calcolata dividendo il tetto di spesa per il totale dei crediti indicati nelle comunicazioni integrative. Per gli investimenti del 2025 la percentuale è stata del 60,3811%; la legge di bilancio 2026 ha poi aggiunto un contributo del 14,6189% per chi non usava il credito Transizione 5.0 sugli stessi beni, richiesto con una comunicazione dal 15 aprile al 15 maggio 2026, portando il totale al 75% del credito richiesto.

Per il 2026 la percentuale non è ancora nota: verrà fissata dopo la chiusura dell'integrativa di gennaio 2027. Per avere un ordine di grandezza, una piccola impresa calabrese che investe 500.000 euro matura un credito teorico di 300.000 euro; se la percentuale fosse simile a quella del 2025, il credito utilizzabile sarebbe di circa 181.000 euro. Per fare i conti sul proprio investimento c'è il calcolatore del credito ZES.

Le comunicazioni all'Agenzia delle Entrate e le scadenze

La comunicazione per gli investimenti del 2026 andava inviata dal 31 marzo al 30 maggio 2026, termine slittato al 1° giugno perché il 30 maggio cadeva di sabato. Chi non l'ha inviata non può più accedere al credito per gli investimenti di quest'anno. Chi l'ha inviata deve ora rispettare questi passaggi:

L'Agenzia pubblica la percentuale di riparto entro dieci giorni dalla chiusura dell'integrativa, quindi verso la fine di gennaio 2027. Dal giorno lavorativo successivo il credito si usa in compensazione con il modello F24, codice tributo 7034, dopo aver ricevuto la seconda ricevuta di riconoscimento.

Per gli investimenti del 2027 la legge prevede una nuova comunicazione dal 31 marzo al 30 maggio. Le date esatte vanno controllate nel provvedimento dell'Agenzia che verrà pubblicato per quell'anno.

Gli errori più comuni

Chi programma l'acquisto di macchinari può valutare anche la Nuova Sabatini, mentre per le imprese del territorio c'è la pagina dei bandi della Calabria. Se vuoi ricevere le novità sulle prossime finestre puoi iscriverti al radar settimanale dei bandi, e per un controllo sul tuo progetto puoi chiedere la verifica con un commercialista.

Se stai preparando l'integrativa di gennaio o pensi a un investimento per il 2027 e vuoi capire quanto credito ZES puoi aspettarti, prenota una telefonata gratuita di 15 minuti con lo studio.

Fonti

Foto: CNC milling machine.jpg, di Impressionmanufacturer, licenza CC BY-SA 4.0.

Una bottega artigiana con gli attrezzi appesi alle pareti

Hai trovato un bando che ti interessa?

In una telefonata gratuita di quindici minuti un dottore commercialista ti dice se il tuo progetto può rientrarci.

Prenota la telefonata