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Aggiornato al 30 ottobre 2026

Finanziamenti agevolati alle imprese nel 2026: le quattro strade

Panorama della Cosenza moderna

I finanziamenti agevolati per le imprese nel 2026 si possono ricondurre a quattro strade: il contributo a fondo perduto, il prestito a tasso agevolato, la garanzia pubblica sul credito bancario e lo sconto fiscale, sotto forma di credito d'imposta o di ammortamento maggiorato. Ogni strada si adatta a un tipo diverso di impresa e di investimento, e conviene conoscerle tutte prima di guardare le scadenze dei singoli incentivi.

Chi
imprese di ogni dimensione, con regole diverse per ciascuna misura
Aiuto
fondo perduto, tasso agevolato, garanzia pubblica, credito d'imposta o iperammortamento
Esempi
Resto al Sud 2.0, Nuova Sabatini, ON, Fondo di garanzia PMI, ZES unica, iperammortamento
Enti
Invitalia, Ministero delle imprese e del made in Italy, Mediocredito Centrale, Agenzia delle Entrate, GSE
Aggiornamento
ottobre 2026

Le quattro famiglie degli incentivi alle imprese

Dietro i tanti nomi che circolano c'è quasi sempre uno di questi quattro meccanismi. Il fondo perduto è una somma che l'impresa non deve restituire, a condizione di realizzare il progetto e di rispettare gli obblighi del bando. Il tasso agevolato riduce il costo del denaro, perché il prestito viene concesso a tasso zero o molto basso, oppure perché lo Stato paga una parte degli interessi. La garanzia pubblica permette di ottenere credito dalla banca anche quando le garanzie dell'impresa non bastano, perché un fondo statale si impegna a coprire una parte della perdita in caso di mancato rimborso. L'agevolazione fiscale, infine, riduce le imposte con un credito da usare in compensazione oppure con una deduzione maggiorata del costo dei beni.

Molte misure combinano due di queste formule, e alcune si possono sommare entro i limiti delle regole europee sugli aiuti di Stato.

Contributi a fondo perduto: Resto al Sud 2.0 e i bandi regionali

Il fondo perduto è la forma più cercata e la più selettiva. Un esempio attivo oggi è Resto al Sud 2.0, gestito da Invitalia, che si rivolge ai giovani tra i 18 e i 35 anni non compiuti che sono inattivi, inoccupati o disoccupati e che vogliono avviare un'attività in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia. La misura prevede un voucher fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000 euro per beni e servizi innovativi, digitali o legati alla sostenibilità, oppure un contributo a fondo perduto del 75% per programmi di spesa fino a 120.000 euro e del 70% per quelli tra 120.000 e 200.000 euro. Le domande sono esaminate in ordine di arrivo fino all'esaurimento delle risorse, e i requisiti sono spiegati su curcioterremotopartners.com.

Accanto alle misure nazionali ci sono i bandi regionali finanziati con i fondi europei, raccolti con scadenza e tipo di aiuto nell'elenco aggiornato dei bandi. Bisogna tenere presente che, a parte alcuni voucher di importo contenuto, il fondo perduto copre di regola solo una parte della spesa, e la quota restante l'impresa la deve finanziare con mezzi propri o con un prestito.

Finanziamenti a tasso agevolato: Nuova Sabatini e ON

La Nuova Sabatini è la misura più conosciuta per le PMI che comprano macchinari, impianti, attrezzature o software. L'impresa chiede alla banca o alla società di leasing un finanziamento tra 20.000 euro e 4 milioni di euro, della durata massima di cinque anni, e il Ministero delle imprese e del made in Italy le riconosce un contributo pari agli interessi calcolati su un piano convenzionale al 2,75% annuo per gli investimenti ordinari e al 3,575% per quelli 4.0 e green. La legge di bilancio 2026 ha rifinanziato la misura con 650 milioni di euro, di cui 200 milioni per il 2026 e 450 milioni per il 2027; prima di firmare conviene comunque verificare sul sito del Ministero che lo sportello sia aperto. Il funzionamento passo per passo è spiegato nell'articolo sulla Nuova Sabatini.

Per le imprese a prevalente partecipazione giovanile o femminile c'è ON, Oltre Nuove imprese a tasso zero, anch'essa gestita da Invitalia. Dal 1° luglio 2026, dopo l'esaurimento delle risorse per la parte a fondo perduto, le nuove domande ricevono soltanto il finanziamento agevolato a tasso zero. Le misure possono quindi cambiare natura nel corso dell'anno, e ogni informazione va controllata alla data della domanda.

Garanzia pubblica: il Fondo di garanzia per le PMI

Il Fondo di garanzia per le PMI, gestito da Mediocredito Centrale, interviene a favore della banca che concede il prestito e si fa carico di una parte del rischio. Per il 2026 restano in vigore le regole del 2025, prorogate fino al 31 dicembre 2026 dal decreto Milleproroghe. La copertura è dell'80% per i finanziamenti destinati agli investimenti, per le operazioni Nuova Sabatini, per il microcredito, per le start-up e per le PMI innovative, ed è del 50% per i finanziamenti di liquidità. L'importo massimo garantito è di 5 milioni di euro per impresa e la garanzia resta gratuita per le microimprese.

La domanda la presenta la banca o il Confidi, quindi l'impresa deve soltanto chiedere che il finanziamento sia assistito dal Fondo. Per il 2027 è in preparazione una riforma che, secondo lo schema di decreto ministeriale del luglio 2026, legherebbe la copertura dei prestiti di liquidità alla classe di merito creditizio dell'impresa.

Credito d'imposta e iperammortamento: ZES unica e beni 4.0

Le agevolazioni fiscali riducono le imposte da versare, e per questo servono soprattutto alle imprese che producono utili.

Il credito d'imposta ZES unica riguarda gli investimenti in beni strumentali nelle zone assistite di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, a cui dal 20 novembre 2025 si sono aggiunte quelle di Umbria e Marche. La legge di bilancio 2026 lo ha prorogato per il triennio 2026-2028. Il progetto deve valere almeno 200.000 euro, e in Calabria l'intensità massima è del 60% per le piccole imprese, del 50% per le medie e del 40% per le grandi. Il credito effettivamente utilizzabile dipende però dalla percentuale di riparto che l'Agenzia delle Entrate calcola dopo aver raccolto tutte le richieste. La comunicazione va inviata ogni anno tra il 31 marzo e il 30 maggio, e quella integrativa tra il 3 e il 17 gennaio dell'anno successivo, a pena di decadenza.

L'iperammortamento ha preso il posto del piano Transizione 5.0 e riguarda le imprese che investono in beni strumentali nuovi 4.0 tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. Il costo del bene viene maggiorato del 180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% tra 2,5 e 10 milioni e del 50% tra 10 e 20 milioni, per cui un bene da 100.000 euro genera ammortamenti deducibili per 280.000 euro. Sono esclusi i professionisti e le imprese in regime forfettario, e la procedura passa da comunicazioni al GSE, la prima delle quali va inviata prima di ordinare il bene. Per stimare il vantaggio e confrontarlo con la Sabatini e con il credito ZES c'è il calcolatore di agevolazioniimprese.it.

Come scegliere tra i finanziamenti agevolati

La scelta parte dal progetto. Un giovane disoccupato che vuole aprire un'attività al Sud guarda prima a Resto al Sud 2.0. Una PMI che compra macchinari valuta la Nuova Sabatini, che si può abbinare alla garanzia del Fondo, e se si trova nel Mezzogiorno con un investimento sopra i 200.000 euro considera anche il credito ZES. Un'impresa con buoni utili che investe in tecnologie 4.0 trova nell'iperammortamento un vantaggio rilevante, che però si concretizza solo se ci sono imposte da pagare. Quando due misure si adattano allo stesso investimento bisogna leggere le regole di cumulo di entrambe. Chi non sa da dove cominciare può fare il test quale contributo fa per te.

Gli errori più comuni con gli incentivi alle imprese

L'errore più frequente è ordinare i beni o firmare il contratto prima di aver presentato la domanda, perché molte misure richiedono che il progetto non sia ancora avviato e considerano avvio anche un semplice ordine. Un altro errore è contare sul fondo perduto per pagare i fornitori, mentre di solito il contributo arriva dopo la spesa e la rendicontazione. Nel credito ZES molti imprenditori calcolano il beneficio sull'intensità piena e dimenticano la percentuale di riparto, che può ridurlo. Con le agevolazioni fiscali, infine, una comunicazione inviata in ritardo può far perdere il beneficio.

Chi vuole capire quale delle quattro strade si adatta al proprio progetto può prenotare una telefonata gratuita di 15 minuti con lo Studio Curcio Terremoto, prima di prendere impegni con fornitori e banche.

Fonti

Foto: Cosenza Panorama Città nuova - panoramio.jpg, di Salvatore Migliari, licenza CC BY 3.0.

Una bottega artigiana con gli attrezzi appesi alle pareti

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