Aggiornato al 30 ottobre 2026
Fondo perduto per nuove partite IVA nel 2026: le misure attive

Nel 2026 chi apre una nuova partita IVA può contare soprattutto su due misure a fondo perduto di Invitalia, Resto al Sud 2.0 nel Mezzogiorno e Autoimpiego Centro-Nord nel resto d'Italia, riservate agli under 35 senza lavoro o con redditi bassi. Per le imprese di giovani e donne resta ON, che però da luglio 2026 concede solo il finanziamento a tasso zero, e alcune Regioni hanno fondi propri, come FUSESE in Calabria.
- Chi
- under 35 inattivi, disoccupati o con redditi bassi che avviano un'attività
- Aiuto
- voucher fino a 50.000 euro o contributo fino al 75% (Resto al Sud 2.0); voucher fino a 40.000 euro o contributo fino al 65% (Autoimpiego Centro-Nord)
- Ente
- Invitalia per conto del Ministero del Lavoro
- Scadenza
- sportello aperto dal 15 ottobre 2025 fino a esaurimento delle risorse
- Regime
- de minimis
Finanziamenti a fondo perduto per nuove partite IVA: cosa è aperto oggi
Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord nascono dal decreto legge 60 del 2024, il cosiddetto decreto Coesione, e sono finanziati con il Programma nazionale Giovani, donne e lavoro FSE+ 2021-2027 del Ministero del Lavoro. Le gestisce Invitalia, e le domande si presentano dal 15 ottobre 2025. A fine ottobre 2026 le schede ufficiali di entrambe le misure risultano attive e senza una data di chiusura: lo sportello resta aperto fino a esaurimento delle risorse, e Invitalia esamina le domande in ordine di arrivo entro 90 giorni.
La dotazione è di 356,4 milioni di euro per Resto al Sud 2.0 e di 219,6 milioni per Autoimpiego Centro-Nord. Sono cifre importanti, però lo sportello segue l'ordine di arrivo delle domande complete, e chi aspetta troppo rischia di trovare le risorse esaurite.
Chi può chiedere Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord
I requisiti personali sono gli stessi per le due misure:
- età compresa tra 18 anni compiuti e 35 anni non ancora compiuti;
- condizione di inattività, inoccupazione o disoccupazione, oppure presa in carico come disoccupato nel programma GOL, oppure lavoro con redditi bassi, i cosiddetti working poor;
- avvio di un'attività in qualsiasi settore, con l'esclusione di agricoltura, pesca e acquacoltura.
L'attività può essere una ditta individuale, una libera professione, un lavoro autonomo o una società. Tra le due misure cambia il territorio: Resto al Sud 2.0 vale in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Autoimpiego Centro-Nord vale in Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Umbria e Marche.
Chi ha già aperto la partita IVA deve leggere l'avviso con cura, perché le misure sono pensate per attività nuove e i requisiti si verificano al momento della domanda.
Quanto si può ottenere
Le due misure offrono due strade alternative: un voucher per le spese di avvio oppure un contributo su un programma di investimento più ampio.
Con Resto al Sud 2.0 il voucher a fondo perduto arriva a 40.000 euro, elevabili a 50.000 per acquisti di beni e servizi innovativi, digitali o legati alla sostenibilità e al risparmio energetico. Per i programmi di investimento il contributo a fondo perduto è del 75 per cento fino a 120.000 euro di spesa e del 70 per cento tra 120.000 e 200.000 euro.
Con Autoimpiego Centro-Nord il voucher arriva a 30.000 euro, elevabili a 40.000, e il contributo sui programmi di investimento è del 65 per cento fino a 120.000 euro e del 60 per cento tra 120.000 e 200.000 euro.
Resto al Sud 2.0 è concesso in regime de minimis, e quindi rientra nel tetto europeo di 300.000 euro di aiuti in tre anni. Per requisiti di dettaglio, spese ammesse e simulazioni trovate le pagine dedicate a Resto al Sud 2.0 e ad Autoimpiego Centro-Nord.
ON, Oltre Nuove imprese a tasso zero: cosa resta nel 2026
ON è la misura del Ministero delle Imprese, gestita da Invitalia, per le micro e piccole imprese composte in prevalenza da giovani tra 18 e 35 anni o da donne e costituite da non più di cinque anni. Fino a giugno 2026 abbinava un finanziamento a tasso zero e una quota a fondo perduto, per una copertura massima del 90 per cento delle spese.
Dal 1° luglio 2026 Invitalia ha comunicato l'esaurimento delle risorse per il fondo perduto, e oggi la misura concede soltanto il finanziamento a tasso zero, con una durata fino a dieci anni. Il decreto pubblicato dal Ministero il 12 ottobre 2026 ha aggiunto 59 milioni di euro, che servono a tenere aperto lo sportello del finanziamento e non ripristinano il contributo. ON resta utile per chi ha bisogno di capitale a costo zero, tenendo presente che va restituito.
Smart&Start Italia per le startup innovative
Se l'idea ha un contenuto tecnologico e l'impresa si iscrive come startup innovativa, la misura di riferimento è Smart&Start Italia. Prevede un finanziamento a tasso zero che può coprire fino al 90 per cento delle spese, con la possibilità di convertirne una parte in contributo quando la startup raccoglie investimenti in capitale di rischio. Il Ministero ne ha aggiornato le regole con un decreto del 13 luglio 2026, per cui prima di impostare la domanda conviene leggere la versione in vigore sul sito di Invitalia.
Agevolazioni regionali per partita IVA: l'esempio della Calabria
Molte Regioni affiancano alle misure nazionali fondi propri per chi parte da zero. In Calabria è aperto FUSESE, il fondo per l'autoimpiego delle persone disoccupate e svantaggiate gestito da Fincalabra. Copre fino al 100 per cento dell'investimento, metà con un microcredito agevolato e metà a fondo perduto, fino a 78.000 euro per le ditte individuali e i lavoratori autonomi e fino a 148.000 euro per le società di persone. Possono chiederlo anche i titolari di partita IVA che non hanno ancora emesso la prima fattura. Le altre misure regionali aperte sono raccolte nella pagina dei bandi della Calabria.
Gli errori più comuni di chi apre una nuova attività
Il primo errore riguarda i tempi. Aprire la partita IVA, firmare un contratto di affitto o comprare attrezzature prima di aver letto il bando può far perdere i requisiti oppure rendere non ammissibili le spese già sostenute.
Il secondo riguarda la scelta tra voucher e contributo sugli investimenti, che sono alternativi. Con un progetto da 60.000 euro, per esempio, il voucher e il contributo percentuale portano a importi diversi, e il calcolo va fatto prima di presentare la domanda.
Il terzo è sottovalutare la liquidità. Il contributo arriva dopo le spese o per stati di avanzamento, e nei primi mesi l'attività deve reggersi con mezzi propri, con un prestito o con l'anticipo previsto dal bando.
Per capire in pochi minuti quali misure sono compatibili con la vostra situazione potete usare il test "quale contributo fa per te", che incrocia età, territorio e tipo di attività.
Se state per aprire la partita IVA e volete sapere quale misura vi conviene prima di fare il primo passo, prenotate una telefonata gratuita di 15 minuti con lo Studio Curcio Terremoto: guardiamo requisiti, territorio e spese previste e vi diciamo quali strade sono percorribili oggi.
Fonti
- Invitalia, Resto al Sud 2.0
- Invitalia, Autoimpiego Centro-Nord
- Unioncamere SNI, Resto al Sud 2.0 scheda di sintesi
- Edotto, Nuove imprese a tasso zero: dal Mimit altri 59 milioni (13 ottobre 2026)
- NT+ Fisco Il Sole 24 Ore, Imprese a tasso zero: requisiti di ON
- MySolution IPSOA, Smart&Start Italia cambia volto (16 settembre 2026)
- Calabria Europa, FUSESE Fund for Self Employment and Self Entrepreneurship
Foto: Espresso machine and counter of a coffee bar in Rome.jpg, di Wilfredor, licenza CC0.
